CAMPI ESTIVI 1999
Impressioni, esperienze, testimonianze

Da quando siamo nati come Gruppi Famiglia la nostra estate è sempre stata caratterizzata dai campi estivi.
Quest'anno i campi sono stati in tutto nove: due in Valle d'Aosta, due in Umbria, uno in Veneto, uno in Friuli, i restanti in Trentino.
Abbiamo chiesto ad alcuni tra coloro che vi hanno partecipato o li hanno organizzati di parlarci della loro esperienza.
Di quanto ricevuto abbiamo riportato, per ragioni di spazio, solo alcuni interventi.
Ringraziamo comunque tutti coloro che ci hanno scritto e auguriamo a tutti i lettori di poter vivere esperienze analoghe partecipando ai campi estivi del prossimo anno.

Iniziano con quanto ci ha scritto Elisabetta, animatrice in uno dei due campi a Gressoney: "Al campo si è creata un'atmosfera familiare: è stato come avere 30 genitori e 100 fratelli...
Fra i vari giochi che hanno animato le serate c'è stato anche: "Alla ricerca dell'arca di Noè" dove ognuno, grande o piccolo, doveva richiamare i propri compagni "animali" solo grazie al "richiamo" che aveva letto su un biglietto, assegnatogli a caso.
Come ho riso vedendo ingegneri, casalinghe, maestre, geometri seriamente impegnati nel ruolo di cavalli o di mucche!
Non pensate che il campo sia stato solo questo, è stato soprattutto una riflessione rigorosa secondo un metodo preciso, ma come animatrice lo spirito con cui ho vissuto i giorni del campo è stato soprattutto quello di un grande gioco".

Angelo e Sibilla erano invece una delle coppie responsabili del campo di Gemona, in Friuli: "Siamo ritornati dal nostro primo campo estivo con la certezza che quanto avevamo vissuto in quella settimana aveva portato una ventata di novità nel nostro modo di vivere.
Era l'agosto del 1997 ed eravamo sposati da soli 8 mesi.
Così quando quest'anno in gruppo, quasi per scherzo, abbiamo iniziato a parlare di organizzare un campo, ci siamo lasciati prendere dall'entusiasmo e dalla voglia di offrire ad altri quello che avevamo ricevuto nel campo di due anni prima.
E' stato bello lavorare insieme per costruire il campo, ci siamo sentiti protagonisti di qualcosa d'importante e abbiamo ricevuto ulteriori conferme di quanto avevamo maturato in passato".

Francesca e Aldo, che hanno partecipato al campo a S. Giovanni di Spello, in Umbria, ricordano così la loro esperienza: "Il nostro è stato un campo particolare, itinerante, volto all'incontro di persone e comunità che si ispirano alla sobrietà e semplicità francescana.
Nel minuscolo e povero paesino disabitato che ci ha accolti, tra le povere abitazioni in pietra che portano ancora troppo evidenti i segni del terremoto, abbiamo fatto, giorno dopo giorno, esperienza di preghiera riflettendo sul tema del campo "Le virtù familiari che nascono dal Padre Nostro: fiducia, accoglienza, condivisione, solidarietà, sobrietà, benevolenza,..." Tutte realtà che andavamo via via leggendo negli occhi delle straordinarie persone incontrate nel nostro "mirato" girovagare quotidiano".

Terminiamo con Serenella e Germano, una delle coppie organizzatrici del campo di Gallio, in Veneto: "Il clima creatosi al campo ha dato a tutti la possibilità di esprimere le proprie idee ed esperienze in modo sincero e in piena accettazione.
L'argomento, "Le sfide della famiglia tra progresso e contro-progresso", è stato sviluppato in modo competente e coinvolgente dal prof. Bruno Benvenuti, sociologo.
L'analisi proposta è partita dall'affermazione: "sappiamo molto di più di quanto non crediamo di sapere". Da questo è nata la consapevolezza che solo con un'associazionismo tra persone, meglio tra famiglie, possiamo intervenire sui meccanismi della società (economia, lavoro, politica, educazione, religione, ecc.).
Ma per riuscire in questo intento bisogna passare da un atteggiamento di delega ad un atteggiamento di responsabilità".

sintesi a cura della redazione