L’ANTICO TESTAMENTO: UNA SINFONIA INCOMPIUTA
Incompiuta perché le promesse si compiranno solo in Cristo
Ci troviamo di fronte a testi che hanno più di due millenni di storia: per comprenderli è necessario avere alcune nozioni di base dell'antico Israele.

di Germano Galvagno*
La parola Bibbia significa libri, è infatti una biblioteca composta da 73 libri: 46 dell'Antico Testamento (AT) e 27 del Nuovo Testamento (NT).
L'AT è la storia dell'antica alleanza di Dio con il suo popolo, e il termine alleanza è stato poi tradotto da San Girolamo con Testamento.
I libri dell'AT sono suddivisi in base al loro contenuto: al primo posto vi è il Pentateuco (la Legge, la Torah) e poi i libri storici, profetici e sapienziali.

Leggere l'AT: quattro difficoltà
La prima difficoltà che incontriamo, per leggere correttamente l'AT, è che ci troviamo di fronte a testi che hanno più di due millenni di storia; per comprenderli senza troppi fraintendimenti è necessario avere alcune nozioni di base dell'antico Israele. La seconda è costituita dal carattere polifonico dei vari testi, che ci offrono una pluralità di voci, anche per autori che sono vissuti nello stesso periodo storico.
Un esempio per tutti: Ezechiele e Geremia, vissuti all'epoca dell'esilio, appartenevano a due partiti contrapposti, il primo scelse la strada dell'esilio, il secondo preferì rimanere a Gerusalemme. Per l'ebraismo la verità può avere più volti, non necessariamente concordanti.
La terza è che l'AT non ci parla esplicitamente di Cristo; solo alcuni testi, i più tardivi, sono aperti all'attesa messianica.
La quarta e ultima è costituita dalle modalità di trasmissione di questi testi: sono testi trasmessi per molto tempo in forma orale, arricchendosi e completandosi nel tempo. Quanto un testo veniva riportato in forma scritta è perché su di esso vi era un consenso di massima da parte dell'intera comunità di Israele

Leggere l'AT: quattro leggi di scrittura
La prima legge affronta l'antichità. Tanto più un testo è antico tanto più vale. Per questo motivo si cerca di attribuire il libro alla penna di un autore antico (p.e Salomone) o di spostare a ritroso nel tempo fatti accaduti in periodi successivi: l'alleanza tra Dio e Israele risale storicamente al Sinai, ma viene anticipata ad Abramo, il primo dei patriarchi.
La seconda riguarda la conservazione. Della tradizione ricevuta si tende a conservare tutto, anche se le esigenze sono mutate, di qui (p.e.) le contraddizioni che si trovano nelle norme di legge.
La terza tratta della continuità e dell'attualità. Le storie antiche vengono tramandate perché servono a dare risposte all' "oggi" di Israele. Le peregrinazioni di Giacobbe p.e. servono per spiegare le traversie legate al ritorno dall'esilio.
L'ultima è legata all'economia. A quell'epoca, e per molto tempo ancora, la scrittura di un manoscritto era una vero e proprio investimento economico, le immancabili revisioni erano sempre un lavoro collettivo, mai individuale.

Il Pentateuco
Questa raccolta è formata da cinque rotoli: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Sono i cinque rotoli ancora oggi vengono letti in modo continuo nell'ambito sinagogale, al contrario di altri testi, di cui vengono letti solo brani.
Genesi tratta, nei primi undici capitoli, delle origini (dell'universo e dell'uomo) e nei successivi dei patriarchi di Israele.
Esodo ha al centro la sovranità di JHWH (Jahweh) su Israele.
Si parte dalla lotta tra JHWH e il Faraone per il dominio su Israele; liberato Israele JHWH deve risolvere alcuni problemi concreti del popolo; viene poi descritta l'Alleanza sul Sinai e, con dovizia di particolari, i criteri di costruzione del santuario; dopo la parentesi del vitello d'oro c'è l'edificazione del santuario e la sua presa di possesso da parte di JHWH.
Il Levitico tratta della riorganizzazione della vita del popolo per realizzare un ideale di purificazione e santità. La santità è vissuta da Israele soprattutto come separazione dalle altre nazioni e questo concetto, anche se ha comportato ghetti e persecuzioni, ha permesso ad una piccola etnia di sopravvivere per oltre duemila anni.
Numeri narra la marcia di Israele verso la terra promessa, marcia narrata come una sorta di campagna militare.
Il Deuteronomio è ambientato tutto in un solo giorno: l'ultimo della vita di Mosè. La sua caratteristica sono i molti discorsi che vengono attribuiti a Mosè stesso.

I libri profetici
Il profeta non è colui che prevede il futuro ma chi parla a nome di Dio, rappresentando la coscienza critica del suo tempo. Il profeta, leggendo "i segni dei tempi" spiega al popolo riottoso cosa Dio vuol fargli conoscere attraverso certi avvenimenti.
Gli annunci profetici sono di solito aperti ad un futuro abitato da Dio, e qui si innesta la lettura cristiana. I singoli profeti non erano in grado di annunciare il Cristo, ma tra le righe i cristiani vi hanno scorto delle anticipazioni messianiche legate a Cristo.

I libri sapienziali
La caratteristica dei libri sapienziali è quella di trasmetterci norme che sembrano dettate solo dal buon senso, ma il buon senso non è affatto incompatibile con la fede.
Tre sono i libri forse più interessanti: Giobbe, Quoelet e il Cantico.
La ribellione di Giobbe, contro la sofferenza - a suo avviso - ingiustamente ricevuta da Dio va contro la sapienza tradizionale (se soffri è colpa del tuo peccato, non di Dio).
Giobbe non dà una risposta la problema della sofferenza, ma riconosce di non essere di Dio e che Dio è totalmente Altro rispetto all'uomo.
Quoelet ci presenta la figura dello scettico: tutto è vanità, il Dio di Quoelet è davvero un Dio nascosto.
Del Cantico dei Cantici (il cantico per eccellenza) si sono sempre fatte due letture contrapposte: da una parte l'amore umano, dall'altra l'amore di Dio per il suo popolo.
Posto tra culture diverse che svalutavano l'amore carnale (Platone) o lo esaltavano (i culti della fertilità cananaei) Israele sceglie una via mediana: l'amore umano va apprezzato per quello che è, senza demonizzarlo né divinizzarlo.

La struttura del canone
I canoni ebraico e cristiano dell'AT sono simili (Israele non riconosce i testi in lingua greca, quelli che noi chiamiamo deuterocanonici) ma l'ordine non è lo stesso. La Bibbia ebraica ha una disposizione dei libri rivolta "all'indietro": il riferimento è la Torah, tutti gli altri libri sono una sua interpretazione.
La Bibbia cristiana ha una disposizione rivolta a Cristo: infatti, gli ultimi testi sono i libri profetici.

Perché sinfonia incompiuta?
Perché le promesse contenute nell'AT restano incompiute: Mosè non riesce ad entrare nella terra promessa, le profezie contengono minacce e promesse che non si avverano; per noi cristiani è in Cristo che si compiono le promesse dell'AT.
L'evento del NT che ci presenta in modo più significativo questa realtà è l'episodio della trasfigurazione di Gesù, riportato dai tre sinottici: il Cristo appare ai suoi affiancato da Mosè e Elia, simboli della Legge e della Profezia. Egli è il compimento di ogni promessa di Dio.
"La gloria del Crocifisso risorto è la Parola che toglie il velo, che altrimenti rimarrebbe, sulla lettura dell'AT e sul cuore di chi lo legge" (2 Cor 3,14 ss).

* docente di Antico Testamento presso la Facoltà Teologica di Torino
Testo non rivisto dall'autore, sintesi della redazione.

I Salmi: il libro di preghiere di Gesù

I Salmi sono inseriti tra i libri sapienziali. In realtà si tratta di un libro di preghiere. Ci sono in esso molti interventi diretti di Dio, attraverso ammonizioni, oracoli, ma c'è soprattutto la preghiera dell'uomo a Dio.
È una preghiera che attende una risposta e questa risposta è attestata da una grande silenzio, un silenzio d'attesa, a cui subentra un improvviso cambio di registro, lo sgorgare della lode. Questo scarto significa che l'orante ha ricevuto la risposta che attendeva, ma questa è indicibile, ineffabile.
Ci troviamo così di fronte a salmi che nella prima parte sono strazianti lamenti - tra tutti il salmo 22 - di uomini perseguitati, oppressi, calunniati, testi che rasentano la disperazione, sembrano senza scampo e poi, di colpo, si tramutano in lode.
Letti senza preparazione sembrano testi assurdi.
Ma chi andava al tempio a pregare prima presentava il suo lamento, la sua invocazione, e poi attendeva la risposta del Signore. E Dio rispondeva parlando al cuore, oppure attraverso le parole del profeta cultuale, del sacerdote.
Il salterio è un libro per tutti, raccoglie le preghiere di sapienti e di ignoranti, tutte piene di una profonda umanità. Nei salmi possiamo ritrovarci sempre.
Scriveva Origene: "i salmi sono le viscere di chi sa pregare".

Enzo Bianchi
Dalla trasmissione "Uomini e Profeti", del 13/04/08.